Europa intrappolata negli “autodazi”: perché l’Ue rischia di perdere competitività e leadership

Bruxelles (eu24news) – L’Unione europea si trova immersa in un pantano fatto di burocrazia, lentezza decisionale e mancanza di una guida politica chiara. È questo il quadro che emerge dall’analisi sulle cosiddette barriere interne  ribattezzate “autodazi”  che stanno frenando la competitività del mercato unico. Un problema noto da tempo, ma che oggi assume contorni più urgenti.
Secondo stime citate dalla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il costo medio per vendere beni all’interno dell’Ue equivale a un dazio del 45%, mentre per i servizi si arriverebbe addirittura al 110%. Un peso enorme che deriva da direttive frammentate, processi decisionali troppo lunghi, scarsa integrazione e un eccesso di regolamentazione. Come si legge nel documento: «Direttive, burocrazia, mancanza di integrazione […] equivalgono a un dazio del 45%» .
Il tema non è nuovo. Già nel 2025 Mario Draghi e Enrico Letta avevano richiamato l’attenzione sul problema nei loro rapporti sulla competitività e sull’integrazione europea. Anche Giorgia Meloni aveva citato lo studio del Fondo monetario internazionale in un intervento a Confindustria. La stessa von der Leyen, nella sua lettera ai leader europei, richiama esplicitamente quei lavori, segnalando come l’allarme fosse stato lanciato da tempo: «I Rapporti sulla competitività e sull’integrazione economica europea […] sono citati proprio all’inizio della suddetta lettera» .
Il quadro politico non aiuta. Francia e Germania, tradizionali motori dell’Unione, attraversano una fase di debolezza e disallineamento. Il possibile divorzio sul progetto del “super caccia” e la crescente ricerca di sponda da parte di Berlino verso Roma mostrano un equilibrio in trasformazione. L’Italia, in questo scenario, potrebbe assumere un ruolo più centrale nella definizione della nuova leadership europea.
La sfida ora è duplice: recuperare competitività e ricostruire una governance capace di decisioni rapide e convergenti. Riduzione della burocrazia, investimenti in ricerca e sviluppo, diversificazione energetica e strumenti di debito comune sono alcune delle leve indicate. Ma il tempo perso pesa: «Peccato che sia partita con almeno un anno di ritardo» si legge nel testo, riferendosi all’iniziativa della Commissione .
L’Europa può ancora uscire dal pantano degli “autodazi”, ma serve una volontà politica forte e una visione condivisa. E, forse, un nuovo baricentro.

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