Roma (uppress.eu) – Il Piano casa del Governo entra nella fase operativa. Dopo gli annunci dei mesi scorsi della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, l’intervento dovrebbe partire con un decreto legge che metterà a disposizione circa 950 milioni di euro per i primi interventi, con l’obiettivo di affrontare l’emergenza abitativa attraverso il recupero degli alloggi pubblici inutilizzati, lo sviluppo dell’edilizia residenziale sociale e la realizzazione di nuove abitazioni a prezzi accessibili per quella fascia di cittadini che non ha accesso alle case popolari ma fatica a sostenere i prezzi del mercato libero. La legge di Bilancio ha già ricondotto in un quadro unitario diverse risorse stanziate negli anni precedenti, individuando circa 970 milioni di euro immediatamente disponibili. La dotazione complessiva del piano, secondo le stime del Governo, potrebbe però arrivare fino a 6 miliardi di euro e superare anche gli 8 miliardi, grazie alla possibile riallocazione di ulteriori fondi provenienti dal PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il programma europeo finanziato con le risorse del Next Generation EU.
Il capitolo più avanzato riguarda la riqualificazione delle case popolari. In Italia si stimano circa 63 mila alloggi pubblici oggi inutilizzabili perché necessitano di lavori di manutenzione o adeguamento. Tenendo conto degli interventi già avviati da alcune regioni, il fabbisogno effettivo potrebbe ridursi a 50-55 mila abitazioni da recuperare. Il costo medio stimato per la ristrutturazione di ciascun alloggio è di circa 18.500 euro, cifra che nelle valutazioni preliminari viene arrotondata a 20 mila euro. Per completare il recupero e rendere nuovamente disponibili questi immobili servirebbe quindi un investimento complessivo di circa 1,1 miliardi di euro, con l’obiettivo di assegnare gli appartamenti alle famiglie attualmente in lista d’attesa.
Gli interventi previsti riguarderanno in gran parte manutenzioni straordinarie relativamente rapide, soprattutto per quanto riguarda l’adeguamento degli impianti e il ripristino delle abitazioni. Molti enti che gestiscono il patrimonio pubblico, gli ex Iacp – Istituti autonomi per le case popolari, potrebbero utilizzare accordi quadro di manutenzione già attivi, accelerando così l’affidamento dei lavori. In altri casi sarà necessario procedere con nuovi appalti. Le riqualificazioni dovrebbero concentrarsi soprattutto nelle regioni del Nord Italia, dove si registra una maggiore presenza di immobili attualmente inagibili. Per la gestione delle risorse destinate alle case popolari il Governo sta valutando l’attivazione di uno strumento finanziario straordinario che consenta di erogare i fondi a fondo perduto, sulla base delle spese sostenute e rendicontate dagli enti gestori. La regia dell’operazione dovrebbe essere affidata a Invitalia, l’agenzia nazionale per lo sviluppo controllata dal Ministero dell’Economia, che avrebbe il compito di distribuire le risorse agli enti responsabili del patrimonio di edilizia residenziale pubblica.
Accanto al recupero delle case popolari il piano prevede una seconda linea dedicata all’edilizia residenziale sociale, con la realizzazione di abitazioni a canone calmierato o di residenze per studenti, soprattutto attraverso il recupero di immobili pubblici non utilizzati. In questo caso il modello finanziario dovrebbe combinare contributi pubblici e finanziamenti agevolati, con l’obiettivo di attrarre anche capitali privati. Il piano includerà, inoltre, una componente dedicata al mercato privato, centrata sullo sviluppo di nuovi alloggi a prezzi accessibili, il cosiddetto affordable housing. L’obiettivo è offrire soluzioni abitative a quella fascia di popolazione che non rientra nei requisiti per l’edilizia popolare ma incontra difficoltà ad accedere al mercato immobiliare tradizionale. Tra gli strumenti allo studio c’è anche il rent to buy, una formula che consente di entrare subito in un’abitazione pagando un canone che in parte viene considerato anticipo sull’acquisto. Il perno finanziario di questa parte del piano dovrebbe essere un fondo immobiliare dedicato, in grado di raccogliere capitali sul mercato garantendo agli investitori rendimenti stabili nel tempo. Tra i soggetti coinvolti nell’operazione viene indicata anche Cassa depositi e prestiti, già attiva in diversi programmi di housing sociale.