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Nuovi dazi e-commerce extra UE: scatta la tassa da 3 euro sui piccoli pacchi

Bruxelles (eu24news) – Un’importante svolta investe il mondo dello shopping online a partire dal 1° luglio 2026. Entra infatti ufficialmente in vigore la nuova normativa europea che introduce un dazio fisso di 3 euro su tutte le merci di valore inferiore ai 150 euro provenienti da paesi al di fuori dell’Unione Europea. La misura cancella definitivamente la storica franchigia doganale, nata nel 1992, che finora aveva esentato i piccoli colli dai dazi all’importazione, alimentando il boom dei canali di e-commerce internazionali.
Il provvedimento è stato concepito per rispondere alla massiccia ondata di spedizioni transfrontaliere, che ha visto miliardi di articoli low cost fare il loro ingresso nel mercato unico europeo. Secondo le linee guida definite dalle autorità doganali, l’importo di 3 euro non viene applicato in modo cumulativo sul valore complessivo del pacco, bensì su ogni singola categoria merceologica presente all’interno della spedizione sulla base della classificazione tariffaria. Se un consumatore acquista più articoli della stessa tipologia il dazio rimarrà fisso a 3 euro, ma se nello stesso ordine sono presenti prodotti appartenenti a differenti categorie il costo si moltiplicherà di conseguenza.
L’obbligo di versamento grava legalmente sui soggetti intermediari che gestiscono la catena di importazione, tra cui le piattaforme di vendita online, i venditori o gli operatori logistici, anziché ricadere come responsabilità diretta sul consumatore finale al momento della consegna. Ciononostante, gli analisti e le associazioni di settore prevedono che gran parte di questo nuovo onere amministrativo verrà progressivamente traslato sui prezzi di listino, determinando un incremento dei costi finali per l’acquirente.
Sul fronte nazionale, lo scenario rischiava di complicarsi ulteriormente a causa di un analogo contributo di 2 euro introdotto dalla legislazione italiana per la gestione e lo sdoganamento delle spedizioni. Tuttavia, le forti proteste degli operatori della logistica e i timori legati a un potenziale crollo dei flussi merci hanno spinto le istituzioni a posticipare l’entrata in vigore della tassa nazionale, la cui decorrenza è stata differita al 1° ottobre 2026. Per i prossimi mesi opererà quindi soltanto il prelievo comunitario transitorio, destinato a rimanere attivo fino al luglio 2028, anno in cui diventerà pienamente operativo il nuovo hub digitale centralizzato per le dogane europee.

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