Roma (uppress.eu) – La provincia di Latina è da sempre in una posizione geografica privilegiata, a metà strada tra Roma e Napoli, lungo l’asse naturale che collega il Centro al Sud del Paese. Eppure, proprio questa collocazione strategica non si è mai tradotta in un adeguato sistema infrastrutturale. Il risultato è stato un paradosso economico: un territorio produttivo, con uno dei comparti industriali più rilevanti del Lazio, penalizzato però da collegamenti insufficienti e da costi logistici più elevati rispetto ad altre aree meglio servite. Con la pubblicazione dei bandi di gara per la Bretella Cisterna-Valmontone, il Governo prova ora a chiudere un divario che dura da decenni. L’opera, dal valore complessivo di circa un miliardo di euro, collegherà la Pontina all’A1 bypassando il nodo del Grande Raccordo Anulare e consentendo un accesso diretto alla dorsale autostradale nazionale.
Il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha scelto Latina per segnare l’avvio della fase operativa, e domani mattina sarà al Teatro D’Annunzio per presentare l’opera, insieme al Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca e al Commissario Straordinario Antonio Mallamo. “Dopo anni di parole, si passa ai fatti”, ha dichiarato, rivendicando un cambio di passo nella gestione dei dossier infrastrutturali e indicando l’obiettivo di aprire i cantieri entro il 2026, nel rispetto del cronoprogramma previsto dal decreto ministeriale che dovrà essere definito entro fine marzo. Un passaggio tecnico ma decisivo: il mancato rispetto dei tempi comporterebbe infatti la revoca delle risorse stanziate. Per Salvini la Cisterna-Valmontone non è un intervento isolato, ma parte di una strategia più ampia di riequilibrio territoriale, perchè investire sulle infrastrutture significa sostenere imprese, lavoro e competitività. L’opera si inserisce nel quadro dei grandi cantieri avviati nel Lazio, dalla Salaria agli interventi di messa in sicurezza delle principali arterie regionali.
Sulla stessa linea il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, che indica il 2026 come l’anno delle grandi opere per la provincia di Latina. L’esponente della Lega ha parlato di una infrastruttura strategica per cambiare il posizionamento economico del territorio, sottolineando come il collegamento diretto con l’A1 possa ridurre tempi e costi per le imprese pontine, rendendo l’area più attrattiva per nuovi investimenti. Il tema è strutturale: oggi le merci dirette verso il Nord devono attraversare il Raccordo romano, uno dei principali colli di bottiglia del Paese, mentre verso Sud il percorso passa per la Monti Lepini fino al casello di Frosinone. La nuova arteria consentirebbe invece di scavalcare Roma e inserirsi direttamente nella rete autostradale nazionale, con un impatto potenzialmente significativo sulla logistica e sull’organizzazione industriale dell’intero quadrante tra Roma e Latina. Resta ora la prova più importante: trasformare il passaggio amministrativo dei bandi in cantieri effettivi. Per un territorio che per anni ha vissuto la distanza infrastrutturale come un limite strutturale allo sviluppo, la Cisterna-Valmontone rappresenta molto più di una nuova strada.
Presente all’appuntamento anche l’onorevole Giovanna Miele, parlamentare del territorio, che ha seguito il dossier nelle sue diverse fasi parlamentari. La deputata ha sottolineato come l’avvio dei bandi rappresenti “un passaggio concreto atteso da anni da imprese e cittadini della provincia”.