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Eurobarometro: italiani più europeisti della media Ue

Bruxelles (eu24news.eu) – Il nuovo Eurobarometro – lo strumento ufficiale di sondaggio dell’Unione europea che misura periodicamente l’opinione pubblica nei 27 Stati membri – pubblicato dal Parlamento europeo, fotografa un dato che segna un’evoluzione nel sentiment nazionale: gli italiani si dichiarano oggi più europeisti della media dei cittadini dell’Unione europea, pur esprimendo livelli di preoccupazione superiori rispetto al contesto internazionale.

Secondo l’indagine, l’83% degli italiani si dice preoccupato per guerre e conflitti ai confini dell’Unione, a fronte di una media Ue del 72%. Il 76% teme la dipendenza da Paesi terzi in materia di difesa (59% la media europea), l’83% è preoccupato per il terrorismo (67% nella Ue) e la stessa percentuale segnala timori per i disastri naturali aggravati dal cambiamento climatico (66% a livello europeo). A questa percezione di vulnerabilità si accompagna una domanda più marcata di integrazione. Il 67% degli italiani ritiene che il ruolo dell’Unione nella protezione dei cittadini contro crisi globali e rischi per la sicurezza debba diventare più rilevante (66% la media Ue). Il 91% auspica maggiore unità tra gli Stati membri (89% nella Ue) e l’80% chiede che l’Unione disponga di più strumenti e risorse per affrontare le sfide attuali (73% a livello europeo).

Il dato sull’ottimismo è altrettanto significativo: il 67% degli italiani guarda con fiducia al futuro dell’Unione europea, dieci punti sopra la media europea (57%). Quanto alle priorità strategiche, gli intervistati indicano difesa e sicurezza (43%), competitività ed economia (37%) ed energia e infrastrutture (31%) come ambiti su cui rafforzare il ruolo globale dell’Ue. Sul piano più generale, il 51% degli italiani esprime una visione positiva dell’Unione (49% la media europea). Il 52% considera la partecipazione dell’Italia al progetto europeo un fatto positivo, in crescita di sette punti rispetto alla rilevazione del 2024, mentre a livello Ue la quota si attesta al 62%.

Il sondaggio suggerisce una dinamica strutturale: in un contesto segnato dalla guerra russa in Ucraina, dall’instabilità dei rapporti transatlantici e da tensioni economiche e sociali, l’Unione europea viene percepita sempre più come cornice di stabilità. Anche nei Paesi guidati da governi con accenti sovranisti, l’integrazione europea appare meno come vincolo e più come leva di protezione e influenza geopolitica. Il dato italiano evidenzia, dunque, una convergenza pragmatica: maggiore consapevolezza dei rischi globali e, parallelamente, maggiore fiducia nella dimensione europea come strumento per affrontarli.

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