Bruxelles (eu24news) – Il Parlamento Europeo ha annunciato l’apertura di un ufficio di collegamento, chiamato “antenna”, a Ottawa, capitale del Canada. La decisione, presa dall’Ufficio di Presidenza dell’Aula, arriva pochi giorni prima dell’intervento del primo ministro canadese Mark Carney davanti ai deputati europei, previsto per giovedì 17 settembre a Strasburgo.
Il nuovo ufficio nasce dopo mesi di colloqui con lo Speaker del Parlamento canadese, avviati in seguito alla partecipazione della presidente Roberta Metsola alla riunione degli Speaker del G7 in Canada lo scorso anno. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la presenza dell’istituzione europea nel Paese nordamericano, aumentare la visibilità del lavoro parlamentare presso il pubblico canadese e facilitare gli scambi tra eurodeputati e omologhi canadesi.
L’antenna di Ottawa avrà un raggio d’azione che si estende anche alle questioni artiche, diventando così una piattaforma di dialogo su temi di crescente rilevanza strategica sia per l’Unione Europea sia per il Canada.
Commentando la decisione, Metsola ha dichiarato che in un mondo sempre più imprevedibile i partner che condividono gli stessi valori devono collaborare in modo ancora più stretto, sottolineando come Europa e Canada condividano principi, interessi e l’impegno verso lo stesso ordine internazionale basato sulle regole. Secondo la presidente, la nuova presenza a Ottawa trasformerà questo legame in una cooperazione parlamentare ancora più solida, dalla sicurezza transatlantica al commercio fino alle sfide artiche.
Con questa apertura, Ottawa diventa la decima città al mondo a ospitare un ufficio del genere e la terza in Nord America dopo New York e Washington. Va precisato che l’Unione Europea dispone già di una delegazione diplomatica a Ottawa, gestita però dalla Commissione Europea e quindi separata dall’iniziativa del Parlamento.
L’annuncio arriva in un momento delicato per le relazioni tra Ottawa e Washington, segnate da tensioni commerciali, e mentre il governo canadese guidato da Carney valuta l’avvio di colloqui per una “alleanza unica” con l’Unione Europea, esplicitamente definita come alternativa alla piena adesione al blocco comunitario.