Piano Casa, Squitieri: primi cantieri tra gennaio e marzo 2027

Roma (uppress.eu) – I primi cantieri del Piano Casa potrebbero partire tra gennaio e marzo del 2027 con la possibilità, per gli interventi più avanzati, di anticipare l’avvio già entro la fine del 2026. È la previsione indicata dall’architetto Felice Squitieri, Commissario straordinario per il Piano Casa, nel corso della Conferenza nazionale degli Ordini degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, svoltasi a Roma qualche giorno fa.

Il cronoprogramma dipenderà dalla rapidità con cui saranno completate le attività preliminari previste dal Decreto-Legge 66/2026, convertito nella Legge n. 116 del 2 luglio 2026. Tra queste figurano la ricognizione del patrimonio immobiliare pubblico, la selezione degli immobili da recuperare, la predisposizione degli avvisi pubblici e l’affidamento degli interventi.

L’arch. Squitieri ha spiegato che è già in corso la ricognizione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica (ERP), cui seguirà quella degli immobili dello Stato; l’obiettivo è individuare gli edifici immediatamente recuperabili attraverso interventi di riqualificazione e destinarli a nuovi progetti di edilizia sociale. Parallelamente sono previsti incontri con le Regioni e con il Ministero dell’Economia e delle Finanze per avviare il censimento del patrimonio statale e definire gli immobili che potranno entrare nel programma. Il Piano Casa punta infatti a un duplice obiettivo: recuperare gli alloggi ERP oggi inutilizzabili per carenze manutentive e valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico non utilizzato. La normativa prevede una procedura unitaria che coinvolgerà Stato, Regioni, enti locali, enti pubblici e società a partecipazione pubblica non quotate.  Attraverso uno specifico avviso, le amministrazioni proprietarie saranno chiamate a segnalare gli immobili non utilizzati o non produttivi, manifestando l’interesse a destinarli a interventi di recupero e riconversione. Nel censimento confluiranno anche gli edifici già inseriti nel programma nazionale di valorizzazione e dismissione del patrimonio pubblico.

Al termine dell’istruttoria sarà definito l’elenco degli immobili sui quali potranno essere presentati progetti di edilizia sociale e contestualmente saranno predisposti gli schemi di convenzione tra enti proprietari e soggetti attuatori, prevedendo la costituzione di diritti di superficie o di altri diritti reali di godimento per una durata proporzionata agli investimenti e comunque non inferiore a venticinque anni.

Tra i passaggi operativi annunciati dal Commissario rientra anche il lavoro con Invitalia, chiamata a predisporre gli avvisi pubblici e a definire, insieme al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, i criteri di assegnazione delle risorse. Secondo quanto anticipato da Squitieri, una prima ripartizione dei fondi avverrà su base regionale; successivamente saranno i territori a presentare le proprie candidature sulla base dei fabbisogni di recupero e riqualificazione del patrimonio ERP.

Il Programma straordinario dispone di 970 milioni di euro tra il 2026 e il 2030 destinati alla manutenzione straordinaria degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e al recupero degli immobili da destinare all’edilizia sociale. Gli interventi potranno essere realizzati anche attraverso partenariati pubblico-privati e sviluppati per lotti funzionali, privilegiando progetti capaci di ampliare l’offerta di abitazioni a canone calmierato e di contribuire ai processi di rigenerazione urbana.

Per gli interventi più complessi la legge attribuisce, inoltre, al Commissario straordinario per il Piano Casa, procedure accelerate con la possibilità di adottare ordinanze specifiche, superare eventuali dissensi amministrativi attraverso il Consiglio dei ministri e, nei casi previsti dal Codice dei contratti pubblici, procedere alla consegna urgente dei lavori prima della stipula del contratto. La possibilità di vedere i primi cantieri aperti già entro la fine del 2026, o nei primi mesi del 2027, dipenderà ora dal rispetto del cronoprogramma delineato dal Commissario: il completamento della struttura commissariale, la conclusione della ricognizione del patrimonio pubblico, la pubblicazione degli avvisi rivolti agli enti proprietari, la convenzione con Invitalia e la selezione dei primi interventi finanziabili rappresentano infatti i passaggi decisivi per trasformare il Piano Casa in opere concrete.

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