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Ucraina, trattative decisive su sicurezza e confini

Roma (uppress.eu) – Prosegue anche oggi, a Ginevra, il confronto tra Russia, Ucraina e Stati Uniti nel tentativo di riattivare un percorso negoziale credibile verso la fine della guerra. Il nuovo round, che segue i due incontri svoltisi ad Abu Dhabi tra fine gennaio e inizio febbraio, si inserisce in un quadro ancora fragile, a pochi giorni dal quarto anniversario dell’invasione russa avviata il 24 febbraio 2022. La seconda giornata di colloqui entra nel merito dei dossier più sensibili. Secondo fonti russe, il primo giorno di trattative – durato circa sei ore – si è articolato su cinque direttrici: questioni territoriali, assetti militari, equilibri politici, misure economiche e garanzie di sicurezza. Si tratta dei nodi strutturali che, finora, hanno impedito la definizione di un’intesa stabile.

Il capitolo territoriale resta il più delicato. Mosca mira a consolidare il controllo sull’intero Donbass, pur esercitando un dominio solo parziale dell’area. Kiev, al contrario, considera imprescindibile il coinvolgimento della popolazione attraverso strumenti di consultazione, ribadendo che eventuali concessioni territoriali potrebbero essere valutate solo nell’ambito di garanzie di sicurezza vincolanti, capaci di prevenire nuove aggressioni. Al termine della prima giornata, il capo della delegazione ucraina, Rustem Umerov, ha parlato di discussioni concentrate su “questioni pratiche” e sui “meccanismi delle possibili soluzioni”, senza entrare nei dettagli. Un segnale che il negoziato si muove su un terreno ancora tecnico e preliminare, più orientato a definire cornici operative che a produrre annunci politici. Il formato del tavolo conferma il peso politico dell’iniziativa. Per Kiev guida i colloqui Umerov, affiancato dai vertici della sicurezza e dell’intelligence ucraina. Mosca è rappresentata da Vladimir Medinsky, consigliere del Cremlino, insieme a esponenti del ministero degli Esteri e dell’intelligence militare.

Gli Stati Uniti partecipano in veste di mediatori, con l’inviato Steve Witkoff e Jared Kushner. La presenza americana resta determinante per mantenere aperto il canale trilaterale e per valutare eventuali formule di garanzia internazionale. Parallelamente, le principali capitali europee seguono da vicino l’evoluzione dei lavori. L’Italia, insieme a Germania, Francia e Regno Unito, è presente a livello diplomatico, così come i consiglieri per la sicurezza dei leader dell’Unione europea. Pur non sedendo formalmente al tavolo negoziale tra Washington, Mosca e Kiev, la loro partecipazione riflette una posizione ormai consolidata: l’Europa rivendica un ruolo diretto nella definizione di qualsiasi architettura di sicurezza futura nel continente. Il terzo round ginevrino non ha ancora prodotto risultati tangibili. Tuttavia, in un contesto segnato da diffidenza reciproca e da un conflitto ancora attivo sul terreno, il mantenimento di un canale strutturato rappresenta già un elemento politico rilevante. Il passaggio dalle “questioni pratiche” a un accordo politico resta, però, la vera incognita delle prossime ore.

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