Bruxelles (uppress.eu/) – Bruxelles guarda già al prossimo 16 settembre, giorno in cui la Presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, interverrà davanti alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo per il suo sesto discorso sullo Stato dell’Unione. L’appuntamento arriva in una fase delicata per l’Unione europea, chiamata a rafforzare la propria capacità industriale e tecnologica mentre restano aperti i principali dossier sulla sicurezza europea, sul sostegno all’Ucraina e sul futuro delle finanze comuni. Due giorni fa la presidente ha incontrato a Bruxelles la Conferenza dei presidenti del Parlamento europeo, insieme alla presidente dell’Eurocamera Roberta Metsola e ai leader dei gruppi politici, un confronto che ha permesso di mettere sul tavolo le principali priorità in vista del discorso.
Tra i temi destinati ad avere un peso centrale c’è la competitività. L’Unione deve infatti tradurre in misure concrete gli obiettivi già indicati negli ultimi mesi, dalla semplificazione delle regole agli investimenti, fino al rafforzamento della capacità europea di innovare e produrre. La Commissione ha già indicato la competitività come uno degli assi della propria azione, mentre il Parlamento continua a considerare il tema insieme al prossimo bilancio pluriennale e alla sicurezza. Sul tavolo resta anche il negoziato sul prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, destinato a definire le risorse con cui l’Unione dovrà finanziare le proprie nuove priorità: difesa, competitività, transizione e coesione saranno inevitabilmente legate alla capacità di trovare un accordo sulle dimensioni e sulla distribuzione del prossimo bilancio europeo.
Il discorso del 16 settembre non sarà però soltanto un momento di bilancio visto che, come previsto dal ciclo istituzionale, sarà accompagnato dalla lettera d’intenti della Commissione, il documento che anticipa le principali iniziative legislative e politiche che saranno poi sviluppate nel programma di lavoro della Commissione per il 2027. Dopo l’intervento della presidente seguirà il dibattito con gli eurodeputati. Sarà quindi il Parlamento europeo a misurare le priorità indicate dalla Commissione, in un confronto che potrebbe evidenziare anche le diverse sensibilità politiche sulla risposta europea alle crisi che stanno ridisegnando l’Unione. A pochi giorni dal discorso, una cosa appare già chiara: per la presidente della Commissione il nuovo anno politico europeo dovrà tenere insieme crescita e sicurezza, autonomia strategica e capacità di investimento. Il punto sarà capire con quali strumenti e, soprattutto, con quali risorse.