Home / USA / Crisi Iran: petrolio alle stelle e rischio stangata

Crisi Iran: petrolio alle stelle e rischio stangata

Roma (uppress.eu) – L’escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran riporta al centro della scena energetica globale il nodo del petrolio e dei corridoi strategici mediorientali. I mercati hanno reagito con un’impennata immediata delle quotazioni, mentre in Italia si registrano già i primi rialzi sui carburanti e si profila un possibile effetto a catena su bollette e prezzi al consumo. Il Brent con consegna ad aprile ha aperto la seduta di oggi con un balzo fino al 14%, toccando gli 82,37 dollari al barile, il livello più alto da gennaio 2025, per poi assestarsi su un incremento attorno al 9% rispetto ai valori di fine febbraio. Andamento analogo per il Wti statunitense, anch’esso in crescita a doppia cifra nelle prime fasi di scambio e stabilizzato successivamente poco sotto il 10 per cento. A pesare è soprattutto la decisione di Teheran di limitare il traffico nello Stretto di Hormuz, passaggio marittimo strategico da cui transita circa un quinto delle spedizioni mondiali di greggio. Qualsiasi restrizione in quell’area incide direttamente sull’offerta globale e alimenta tensioni speculative sui mercati energetici, con effetti immediati sui listini internazionali.

In Italia l’impatto comincia a essere visibile. Secondo le rilevazioni basate sui dati del Mimit, la benzina in modalità self è passata in pochi giorni da una media nazionale di 1,672 euro al litro a 1,681 euro, mentre il gasolio è salito da 1,723 a 1,736 euro al litro. Si tratta di aumenti ancora contenuti rispetto all’impennata del greggio, ma il rischio è che nei prossimi giorni i rincari possano accentuarsi se il trend internazionale non dovesse invertire rotta. L’attenzione si concentra anche sul gas naturale. L’indice Ttf di riferimento europeo ha registrato un aumento del 25 per cento, raggiungendo quota 39,85 euro al megawattora, sui massimi da febbraio 2025. Un livello che potrebbe riflettersi sulle tariffe applicate a famiglie e imprese, con un possibile incremento della spesa energetica in una fase in cui i consumi restano elevati.

Oltre ai carburanti e alle bollette, il rischio riguarda l’intera catena logistica. Le tensioni nell’area mediorientale e le limitazioni ai transiti nello Stretto di Hormuz possono determinare un aumento dei costi di trasporto e assicurazione delle merci. Un effetto che, nel medio periodo, potrebbe trasferirsi sui prezzi al dettaglio di numerosi prodotti importati o distribuiti via mare, alimentando ulteriori pressioni sull’inflazione. Il quadro resta quindi strettamente legato all’evoluzione geopolitica. La stabilità dei mercati energetici dipenderà dalla durata delle restrizioni e dalla capacità dei grandi produttori di compensare eventuali riduzioni dell’offerta. Nel frattempo, per l’Italia e per l’Europa, la crisi riapre il tema della sicurezza energetica e della dipendenza dalle rotte strategiche globali.

Tag:

Uppress.eu è una testata giornalistica digitale non registrata presso il Tribunale, in quanto rientra nei limiti previsti dalla legge per le pubblicazioni online senza ricavi annui Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore non percepisce alcun compenso, pubblico o privato, per l'attività di redazione e pubblicazione dei contenuti." .
La testata opera nel rispetto della normativa italiana in materia di comunicazione digitale.