Bruxelles (uppress.eu/) – Mettere il diritto alla casa al centro delle politiche europee, contrastare la speculazione immobiliare e rafforzare l’edilizia pubblica e sociale. È questo l’appello lanciato oggi al Parlamento europeo con la presentazione della Piattaforma Europea per il Diritto all’Abitare, promossa e sottoscritta da 326 organizzazioni europee tra sindacati degli inquilini, associazioni, movimenti per la casa e realtà sociali. A ospitare la conferenza stampa sono state le eurodeputate Ilaria Salis e Benedetta Scuderi e l’eurodeputato Gaetano Pedullà. L’iniziativa punta a portare all’attenzione delle istituzioni comunitarie le richieste della società civile in una fase cruciale per le future politiche abitative dell’Unione, a partire dall’Affordable Housing Act e dal bilancio europeo.
A sintetizzare la posizione dei promotori è stata Benedetta Scuderi, eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha richiamato la dimensione europea e globale dell’emergenza abitativa.
“La crisi abitativa non è solo spagnola, italiana o francese: è un problema europeo e globale, che deriva dall’aver finanziarizzato e reso merce di scambio ciò che invece è un diritto da garantire a chiunque. È quindi fondamentale avere realtà come quelle che hanno creato questa Piattaforma e che ringrazio per l’enorme impegno quotidiano portato avanti nei vari Paesi”, ha dichiarato Scuderi. Il punto centrale, secondo l’eurodeputata, è il rapporto tra interesse economico e funzione sociale della casa. La piattaforma chiede infatti di superare un modello in cui l’abitazione viene trattata prevalentemente come un investimento finanziario, con conseguenze sull’accessibilità degli alloggi e sulla capacità delle famiglie di sostenere i costi dell’affitto.
“La piattaforma chiede una cosa semplice e noi la accogliamo con grande favore, che il profitto dei pochi non sia più importante della qualità della vita dei tanti. Basta trattare la casa come una merce, come un limone da spremere per fare più profitto possibile”, ha affermato Benedetta Scuderi.
Un passaggio importante del suo intervento ha riguardato i criteri di assegnazione delle abitazioni pubbliche. Per l’eurodeputata, il parametro fondamentale deve essere la capacità economica delle persone, non il valore di mercato degli immobili.
“Il criterio deve essere quello del reddito: le case pubbliche siano destinate a chi non può permettersi un’abitazione, quindi le fasce basse, medie e quelle che rientrano in una percentuale massima di reddito; non può essere applicato il criterio del prezzo di mercato, altrimenti facciamo le case di lusso per i ricchi e gli facciamo anche uno sconticino con i soldi pubblici”, ha sottolineato.
La questione abitativa, nelle richieste delle organizzazioni firmatarie, si intreccia anche con quella ambientale. L’obiettivo non è soltanto aumentare l’offerta di alloggi, ma individuare modalità di intervento capaci di recuperare il patrimonio immobiliare esistente, ridurre il consumo di suolo e migliorare l’efficienza energetica degli edifici.
“Oggi si parla solo di costruire più case e di affidare questi interventi ai fondi immobiliari, ossia tra i principali responsabili della crisi. Ma il consumo di suolo sfrenato non è la soluzione, dobbiamo utilizzare gli immobili già esistenti, innovare, efficientare e investire così i soldi pubblici”, ha dichiarato ancora l’eurodeputata di AVS.
La piattaforma individua tra le priorità il contrasto agli sfratti, la regolamentazione degli affitti a breve termine, il rafforzamento dell’edilizia pubblica e sociale, il recupero degli immobili inutilizzati e la creazione di strumenti europei di finanziamento destinati alla manutenzione e alla riqualificazione degli alloggi. Chiede inoltre un coinvolgimento strutturale delle organizzazioni sociali e dei sindacati degli inquilini nei processi decisionali dell’Unione. La discussione si inserisce nel percorso che porterà le istituzioni europee ad assumere decisioni importanti sulle politiche abitative e sulle risorse da destinare al settore.
“Adesso l’Ue prenderà decisioni importanti con provvedimenti come l’Affordable Housing Act e il bilancio: oggi siamo qui per dire che c’è la necessità di mettere al centro la voce della popolazione e non quella di lobby e profitto”, ha concluso l’eurodeputata.
Al termine della conferenza stampa, una delegazione delle organizzazioni promotrici ha incontrato Stefan Moser, capo della Task Force Housing della Commissione europea, per consegnare ufficialmente la piattaforma e sottoporre all’esecutivo comunitario le proposte elaborate dalla rete europea. Con 326 organizzazioni coinvolte, l’iniziativa punta così a rafforzare il peso della società civile nel confronto sulle politiche abitative europee, chiedendo che la casa venga riconosciuta non soltanto come una questione economica e urbanistica, ma come una priorità sociale legata alla dignità e alla qualità della vita delle persone.