BARI (uppress) – La frattura tra la Lega e Roberto Vannacci si consolida e si trasforma in distanza politica definitiva. A confermarlo è Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro e figura di primo piano del Carroccio, intervenuto a Bari a margine della direzione regionale del partito pugliese. Rispondendo alle domande dei giornalisti, Durigon ha escluso in modo netto qualsiasi ipotesi di collaborazione futura con il generale, da poco fuoriuscito dal partito.
“Vannacci ha scelto un suo percorso. Sono dispiaciuto perché credo che abbia sbagliato”, ha dichiarato Durigon, ricordando come il generale avesse già mostrato posizioni divergenti rispetto alla linea del governo e della Lega. Il sottosegretario ha poi richiamato altri casi di movimenti nati sull’onda dei sondaggi: “Abbiamo visto Italexit che nel 2022 era al 7% a quattro mesi dalle elezioni. Ai sondaggi credo poco”.
L’uscita di Vannacci dal Carroccio ha aperto interrogativi su possibili alleanze in vista delle prossime scadenze elettorali. Durigon, però, ha chiuso ogni spiraglio: “Per essere alleati significa che dovrebbero fare un percorso sul governo. Hanno lasciato perché non in linea con il governo, quindi credo che sia impraticabile”.
Una posizione che conferma la volontà della Lega di mantenere compatto il fronte del centrodestra di governo, evitando aperture verso soggetti che si collocano in una dimensione più identitaria e meno istituzionale.
La scelta di Vannacci di intraprendere un percorso autonomo arriva in un momento delicato per gli equilibri interni alla maggioranza. La Lega, impegnata a rafforzare la propria presenza territoriale e a consolidare il rapporto con l’elettorato moderato, guarda con cautela ai movimenti che puntano a intercettare il voto di protesta.
Durigon, da sempre vicino alla linea governista del partito, ha ribadito la necessità di mantenere coerenza con l’azione dell’esecutivo: un messaggio rivolto tanto agli alleati quanto agli ex compagni di partito che scelgono strade alternative.
L’iniziativa politica di Vannacci resta un’incognita, ma la Lega sembra intenzionata a non farsi condizionare da eventuali oscillazioni nei sondaggi. La chiusura di Durigon segna un punto fermo: nessuna convergenza con chi si pone fuori dal perimetro della maggioranza.














