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Foibe, Meloni: memoria come verità nazionale

Roma (eu24news.eu) – Nel Giorno del Ricordo la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, interviene con parole nette sulla memoria delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, ribadendo che “l’Italia non permetterà mai più che questa storia venga piegata, negata o cancellata”. La ricorrenza, istituita con legge dello Stato nel 2004, richiama alla memoria le violenze compiute tra il 1943 e il 1945 nelle aree dell’Istria e della Dalmazia, dove migliaia di italiani furono uccisi e gettati nelle cavità carsiche – le foibe – e centinaia di migliaia costretti ad abbandonare le proprie terre. Una pagina a lungo marginalizzata nel dibattito pubblico nazionale e oggetto, negli anni, di letture politiche contrapposte. Nel suo messaggio, la premier parla di una imperdonabile congiura del silenzio che per decenni avrebbe avvolto quella vicenda e invita a respingere ogni tentativo negazionista o riduzionista. Il ricordo, sottolinea, non deve tradursi in rancore, ma in giustizia e verità storica, come fondamento di una memoria condivisa capace di rafforzare la comunità nazionale.

Meloni richiama inoltre l’impegno del Governo nelle iniziative istituzionali legate alla ricorrenza, tra cui il “Treno del Ricordo”, progetto itinerante che attraversa il Paese con mostre e testimonianze dedicate alla tragedia delle popolazioni giuliano-dalmate. L’obiettivo dichiarato è consolidare una consapevolezza collettiva che superi le divisioni ideologiche e restituisca centralità a una vicenda considerata parte integrante della storia repubblicana. Il passaggio politico è chiaro: la questione delle foibe non viene collocata in una dimensione regionale o di confine, ma elevata a tema identitario nazionale. “È una storia che appartiene all’Italia intera”, afferma la presidente del Consiglio, segnando una linea di continuità con l’impostazione che negli ultimi anni ha progressivamente rafforzato il riconoscimento istituzionale del Giorno del Ricordo.

Nel quadro europeo, il tema resta sensibile anche sul piano della memoria condivisa tra Stati membri. Il superamento delle contrapposizioni novecentesche e la costruzione di una narrativa storica comune rappresentano ancora oggi una delle sfide politiche dell’Unione, soprattutto nelle aree segnate da conflitti di frontiera e ridefinizioni territoriali. La posizione del Governo italiano si inserisce, dunque, in una più ampia riflessione sulla memoria storica come elemento di coesione democratica riaffermando la volontà di presidiare il terreno simbolico e culturale di una delle pagine più controverse del secondo dopoguerra italiano.

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