Bruxelles (uppress.eu/) – Dopo oltre venticinque anni di negoziati, Unione europea e Paesi del Mercosur – Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay – hanno firmato ad Asunción l’accordo di partenariato commerciale e politico. Un’intesa definita storica dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha parlato di un segnale chiaro al mondo a favore della cooperazione, del commercio equo e di un ordine internazionale basato sulle regole.
La firma arriva dopo il rinvio di dicembre e un complesso confronto interno all’Ue, segnato dalle resistenze di diversi Stati membri e dalle forti preoccupazioni del settore agricolo europeo. In questo contesto, l’Italia ha avuto un ruolo determinante nella fase finale: ottenute garanzie su tutele agricole, clausole di salvaguardia e gestione dei prodotti sensibili, Roma ha ritirato il proprio veto, consentendo il via libera politico all’intesa. Il presidente argentino, Javier Milei, ha ringraziato esplicitamente la premier Giorgia Meloni, definendo cruciale il suo contributo.
Sul piano economico l’accordo punta a creare la più grande area di libero scambio al mondo, pari a quasi il 20% del Pil globale, con un mercato potenziale di circa 700 milioni di cittadini. L’intesa prevede l’eliminazione dei dazi sul 91% delle esportazioni Ue verso il Mercosur e sul 92% di quelle sudamericane verso l’Unione, con liberalizzazione graduale e quote per i prodotti agricoli più sensibili, in particolare le carni, per limitare l’impatto sul mercato europeo. Rilevante anche il capitolo sulle indicazioni geografiche, che ha suscitato critiche da parte degli Stati Uniti. L’accordo riconosce 344 denominazioni europee, di cui 57 italiane, vietando imitazioni e usi ingannevoli di nomi legati ai territori, dal Parmigiano Reggiano al Prosecco. La firma non chiude però l’iter istituzionale. L’intesa si articola in un accordo di partenariato, che richiede la ratifica di tutti gli Stati membri, e in un accordo commerciale ad interim, che rientra nelle competenze esclusive dell’Ue. Proprio su questo punto si concentra lo scontro con il Parlamento europeo, che il 21 gennaio voterà una mozione per chiedere alla Corte di giustizia dell’Ue di verificare la compatibilità dell’accordo con i Trattati, nel tentativo di rinviare il voto finale.
La Commissione ribadisce tuttavia che la parte commerciale può entrare in vigore in via provvisoria, pur confermando l’obiettivo di costruire un sostegno politico ampio in Parlamento. Per Bruxelles, l’accordo con il Mercosur rappresenta non solo una scelta economica, ma una decisione strategica in un contesto globale segnato da tensioni commerciali e ritorno ai dazi.















