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Bruxelles taglia i fondi ai think tank pro‑UE mentre crescono le organizzazioni euroscettiche

Bruxelles (uppress) – La Commissione europea ha ridotto in modo significativo i finanziamenti destinati ai principali think tank filoeuropei, una decisione che sta alimentando un acceso dibattito politico sul futuro dell’integrazione dell’Unione. Nel documento allegato si legge che Bruxelles ha tagliato 7,8 milioni di euro, costringendo molte organizzazioni «a ridurre le attività, sospendere progetti e, in alcuni casi, licenziare il personale».
Il ridimensionamento colpisce realtà storiche come il Jacques Delors Institute, penalizzato per 350 mila euro, e la Fondazione Robert Schuman, che ha subito un taglio di 400 mila euro, con difficoltà nella copertura dei costi correnti. Anche l’European Policy Center ha visto non rinnovati 250 mila euro, un importo minore ma comunque decisivo per sostenere iniziative a favore dell’integrazione europea.
Parallelamente, crescono risorse e visibilità dei gruppi euroscettici e conservatori, guidati dal Mathias Corvinus Collegium (MCC), sostenuto anche da finanziamenti statunitensi. Il testo allegato sottolinea che queste organizzazioni sono «cresciute in risorse e visibilità nella loro battaglia contro una più profonda integrazione europea».
Nel 2025 sono arrivate 203 domande di finanziamento al programma europeo CERV, ma solo 70 progetti sono stati selezionati, con un tasso di successo del 34,5%. Un quadro che evidenzia una competizione crescente e un orientamento politico della Commissione che molti osservatori considerano sempre più controverso.
Il taglio ai fondi rischia di indebolire la capacità dei think tank pro‑UE di incidere nel dibattito pubblico, mentre le organizzazioni euroscettiche consolidano la loro presenza nel panorama europeo.

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