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CESE, l’Europa mette l’acqua al centro delle politiche UE

Bruxelles (uppress.eu/) – L’Europa cambia passo sulla gestione dell’acqua e lo fa partendo da una nuova consapevolezza politica: la resilienza idrica è ormai una questione strategica, non più rinviabile. È questo il messaggio emerso dal primo Forum dell’UE sulla resilienza idrica, promosso da CESE, Comitato delle Regioni e Commissione europea, che ha riunito a Bruxelles istituzioni, territori, imprese e società civile.

Ad aprire i lavori è stata la Commissaria europea all’Ambiente e alla Resilienza Idrica, Jessika Roswall, che ha fotografato senza ambiguità lo scenario: l’acqua non può più essere considerata una risorsa infinita. “Proteggerla – ha detto – significa difendere l’indipendenza strategica dell’Europa”. Sulla stessa linea la vicepresidente esecutiva Teresa Ribera, che ha inserito la resilienza idrica tra le priorità politiche dell’Unione, collegandola direttamente a clima, competitività industriale, sicurezza alimentare ed equità sociale.

Per il CESE il Forum ha rappresentato anche un momento di rilancio politico del Blue Deal dell’UE, la strategia intersettoriale sull’acqua portata avanti dal Comitato dal 2023 e che ha contribuito alla creazione di un portafoglio europeo dedicato all’acqua. La dichiarazione aggiornata conta oggi 31 misure operative per una gestione integrata delle risorse idriche. Tra le proposte centrali figura il “Test dell’acqua dell’UE”, un meccanismo di verifica dell’impatto delle nuove normative su risorse idriche, consumi e inquinamento.

Il presidente del CESE, Séamus Boland, ha riportato il tema su un piano fortemente sociale: la scarsità d’acqua e l’inquinamento non colpiscono tutti allo stesso modo e pesano soprattutto sulle fasce più fragili. “L’accesso equo all’acqua è una questione di giustizia prima ancora che ambientale. In gioco – ha sottolineato – ci sono le persone, i mezzi di sussistenza e le future generazioni”.

Dal fronte dei territori è arrivato un messaggio altrettanto netto. La presidente del Comitato delle Regioni, Kata Tüttő, ha ricordato come l’acqua sia una risorsa che ignora i confini amministrativi spiegando che servono cooperazione strutturata, pianificazione di lungo periodo e politiche condivise tra Stati, regioni e città.

Al centro del confronto anche soluzioni concrete: dal ripristino del ciclo dell’acqua allo sviluppo di un’economia idrica intelligente, fino alla garanzia di acqua pulita e accessibile per tutti. Città, industrie e comunità hanno presentato esperienze su efficienza, strumenti digitali, finanza verde e formazione, senza trascurare l’impatto su salute pubblica, costi sociali e consapevolezza dei cittadini.

Tra i risultati più rilevanti del Forum c’è il lancio della Water Resilience Stakeholder Platform, la nuova piattaforma europea che metterà in rete enti locali, imprese, società civile ed esperti per rendere operative le politiche sull’acqua. Il CESE ha già annunciato una partecipazione attiva al progetto, con l’obiettivo di trasformare le strategie in azioni misurabili sui territori. La traiettoria è tracciata: l’Unione europea punta a costruire entro il 2050 un sistema capace di garantire sicurezza idrica, sostenibilità ambientale e coesione sociale. Una sfida che da oggi entra ufficialmente nel cuore dell’agenda politica europea.

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