Roma (eu24news) – L’Europa accelera sul riarmo mentre lo scenario internazionale si fa più instabile, tra tensioni in Medio Oriente e il ritorno della Russia a una postura aggressiva. Come ricorda il documento, «il tempo delle illusioni è finito», ha dichiarato Ursula von der Leyen, sottolineando la necessità di colmare un crescente “deficit di sicurezza”.
Il piano europeo Readiness2030 mette sul tavolo 800 miliardi di euro per rafforzare capacità militari, industria della difesa e coordinamento strategico. La Commissione ha già avviato strumenti come il fondo Safe (150 miliardi in prestiti), l’Edis per la produzione industriale e programmi congiunti per droni, scudi aerei e mobilità militare. Tuttavia, persistono divisioni profonde tra gli Stati membri: dalla proposta francese di condividere il deterrente nucleare, al dibattito sugli Eurobond per la difesa, osteggiati da Germania e Paesi Bassi.
Il quadro è reso più urgente dall’aumento della produzione militare russa, cresciuta «del 220% per i carri armati e del 435% per i droni-kamikaze», e dai ripetuti episodi di cyberattacchi e sconfinamenti nei cieli europei. I servizi di intelligence avvertono che Mosca potrebbe essere pronta a un attacco entro 3–10 anni.
Parallelamente, l’Unione si muove anche sul fronte finanziario. L’ultimo Eu bond ha registrato un rendimento del 3,32%, con una domanda tredici volte superiore all’offerta. Come si legge nel testo, «il 3,32% rappresenta nei fatti quanto il mercato richiede in cambio di un investimento sull’Europa». La crescente liquidità del debito comune rafforza l’idea di un futuro mercato europeo dei capitali più integrato, sostenuto anche dalla richiesta dei principali Paesi Ue di accelerare l’unione degli investimenti e dei risparmi.
Nel complesso, l’Europa appare determinata a costruire una vera Unione della difesa, ma il percorso resta irto di ostacoli politici, industriali e strategici. La sfida sarà trasformare l’urgenza del momento in una capacità comune stabile e credibile.
















