Roma (eu24news) – La lotta alla criminalità organizzata segna un nuovo passo avanti con i risultati del progetto I-CAN, iniziativa internazionale guidata dall’Italia in collaborazione con Interpol. Nel corso del 2025 sono stati arrestati 66 affiliati alla ’ndrangheta in 14 Paesi, mentre il numero degli Stati aderenti è salito a 24, confermando la crescente centralità dell’operazione sul piano globale. I dati sono stati presentati a Roma nella giornata conclusiva della riunione annuale della rete degli esperti per la sicurezza, alla quale hanno preso parte i dirigenti delle Forze di Polizia in servizio all’estero insieme a rappresentanti istituzionali e vertici delle autorità giudiziarie e diplomatiche.
L’incontro ha visto la presenza del sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, del sottosegretario agli Affari Esteri Maria Tripodi, del Capo della Polizia Vittorio Pisani, del Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo Giovanni Melillo, del Segretario Generale del Ministero degli Esteri Riccardo Guariglia e del Segretario Generale di Interpol Valdecy Urquiza. La collaborazione con la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo ha posto particolare attenzione alle proiezioni delle organizzazioni criminali sudamericane verso l’Europa e ai legami consolidati con le mafie italiane, in particolare la ’ndrangheta, che da anni intrattiene rapporti strutturati con gruppi criminali del continente sudamericano.
Il quadro emerso sottolinea la necessità di un approccio multilaterale e integrato che unisca cooperazione di polizia e cooperazione giudiziaria, valorizzando il cosiddetto Sistema Italia, riconosciuto a livello internazionale come modello d’eccellenza nel contrasto alle mafie. In questo contesto si inserisce anche la dimensione multilaterale sviluppata con Interpol, che ha visto l’Italia ottenere un importante riconoscimento durante l’Assemblea Generale di Marrakesh con l’elezione del Dirigente Superiore della Polizia di Stato Stefano Carvelli a delegato regionale per l’Europa nel Comitato Esecutivo dell’Organizzazione.
Il successo del progetto I-CAN conferma la capacità dell’Italia di guidare strategie globali contro la criminalità organizzata e rafforza il ruolo delle istituzioni nazionali nella costruzione di un fronte comune internazionale contro le mafie.
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