Roma (uppress.eu/) – La Premier Giorgia Meloni torna a parlare del Piano Mattei e rivendica un passaggio di fase affermando che non si tratta più di un progetto in costruzione, ma di una strategia strutturata, con 14 Paesi africani direttamente coinvolti e l’obiettivo di rendere l’Italia un attore stabile nel dialogo euro-africano.
La premier, parlando in collegamento con il Parlamento europeo, ha parlato di un’Italia ponte tra Europa e Africa, capace di mettere in campo “la competenza delle imprese, la forza delle istituzioni e una tradizione di dialogo che è parte del nostro DNA politico e culturale”. Il messaggio è chiaro: la partita africana non è più terreno di retorica, ma di interessi concreti e partnership paritarie. Meloni ha ringraziato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, i commissari Sikela e Suica per il lavoro congiunto su Global Gateway e Patto per il Mediterraneo, e la squadra di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo – da Carlo Fidanza a Nicola Procaccini – per aver spinto il dibattito politico su un terreno di visione strategica.
Nel merito, il Piano si muove su quattro assi principali: il Corridoio infrastrutturale di Lobito, destinato a collegare Angola, Repubblica Democratica del Congo e Zambia; lo sviluppo delle filiere produttive del caffè; l’estensione del cavo Blue Raman, la dorsale digitale che connetterà India, Medio Oriente, Africa ed Europa; e infine l’AI Hub for Sustainable Development di Roma, dove centinaia di start-up africane potranno applicare l’intelligenza artificiale allo sviluppo sostenibile. Dietro la visione di Meloni, c’è l’ambizione di trasformare il Piano Mattei in una piattaforma geopolitica in grado di unire economia, energia e tecnologia. L’Italia, ha spiegato ancora la Premier italiana, vuole ascoltare, investire e costruire insieme con umiltà e rispetto. Parole che tracciano una direzione: quella di un’Europa che torna protagonista in Africa, non come potenza coloniale, ma come partner di crescita.
















