Bruxelles (eu24news) – Un nuovo caso di spionaggio interno scuote le istituzioni europee.
Secondo quanto riportato da Eunews, due funzionari della Commissione europea sarebbero stati sospesi per presunti legami con l’intelligence ungherese. L’accusa è pesante: aver agito per conto del governo di Viktor Orbán, raccogliendo informazioni riservate su dossier strategici come lo stato di diritto, i fondi europei e le politiche migratorie.
L’indagine, condotta dai servizi di sicurezza belgi in collaborazione con l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), ha portato alla luce accessi non autorizzati a documenti classificati e comunicazioni criptate. I funzionari coinvolti, di nazionalità ungherese, operavano in direzioni sensibili della Commissione e avrebbero trasmesso report riservati a Budapest. La notizia ha provocato reazioni immediate da parte dei gruppi politici europei. Il gruppo S&D ha chiesto chiarimenti urgenti alla presidente Ursula von der Leyen, mentre Renew Europe ha invocato una revisione dei protocolli di sicurezza interna. Anche il PPE ha espresso preoccupazione, pur mantenendo una posizione più prudente. Il caso potrebbe avere ripercussioni sul negoziato in corso per lo sblocco dei fondi del Recovery destinati all’Ungheria, già congelati per violazioni dello stato di diritto. La Commissione ha confermato l’apertura di un’indagine interna e ha ribadito il proprio impegno per la trasparenza e la tutela dei valori europei.
Il governo ungherese ha respinto ogni accusa, parlando di “manovra politica” e minacciando ritorsioni diplomatiche. Tuttavia, l’episodio riaccende il dibattito sulla presenza di funzionari nazionali nei gangli decisionali dell’UE e sulla necessità di rafforzare i controlli di sicurezza.
La fonte originale della notizia è l’articolo pubblicato da Eunews il 9 ottobre 2025, disponibile al seguente link: .
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