Bruxelles (uppress.eu/) – La crisi abitativa in Europa non è più un fenomeno marginale. Milioni di cittadini faticano a trovare alloggi dignitosi e accessibili, con costi che spesso superano il 40% del reddito familiare. Durante la plenaria del Comitato economico e sociale europeo (CESE) del 18 settembre 2025, il tema è stato al centro del dibattito. Invitato al confronto, il commissario europeo Dan Jørgensen ha riconosciuto che garantire una casa adeguata è ormai una delle sfide più urgenti dell’Unione.
Il CESE ha chiesto alla Commissione europea un piano d’azione concreto, pronto a coinvolgere istituzioni e stakeholder, e ha annunciato l’organizzazione del primo vertice UE sugli alloggi accessibili. Tra le proposte principali: rivedere le norme sugli aiuti di Stato, regolamentare gli affitti turistici brevi, e inserire il diritto all’abitare nel diritto primario dell’Unione.
A rappresentare l’Italia, Luigi Ulgiati, vice segretario UGL e membro del CESE, ha sottolineato l’urgenza di affrontare la questione abitativa, evidenziando come i giovani e le famiglie a reddito medio siano i più colpiti. “La casa non deve essere un privilegio, ma una condizione fondamentale per vivere, lavorare e costruire il futuro”, ha dichiarato Ulgiati, richiamando l’attenzione sulla necessità di politiche inclusive e sostenibili.
Un problema europeo, con effetti locali. La crisi abitativa non riguarda solo l’Europa: in Italia il fenomeno è evidente nelle grandi città, dove gli affitti medi sono aumentati fino al 20% negli ultimi due anni. Milano, Roma, Bologna e Firenze restano difficili da raggiungere per studenti e giovani lavoratori, mentre in piccoli centri molte abitazioni rimangono inutilizzate. La mancanza di un piano coordinato rischia di aumentare le disuguaglianze e di penalizzare chi cerca un alloggio dignitoso senza poter competere con la domanda turistica o speculativa.
La Commissione europea ha già lanciato una consultazione pubblica per definire il nuovo Piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili, che dovrebbe essere presentato nel 2026. L’obiettivo è chiaro: creare politiche coordinate, incentivare investimenti pubblici e privati, aumentare l’offerta di case sostenibili e garantire che il diritto all’abitare diventi davvero un principio fondamentale. Il messaggio del CESE è forte e chiaro: non si può aspettare oltre. La casa è una priorità europea, e le decisioni prese oggi determineranno il futuro di milioni di cittadini.
















